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Su WhatsApp e Facebook continuano a proliferare virus e malware

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In rete non si è mai al sicuro da virus e malware di ogni sorta, ed è per questo che non bisogna mai abbassare la guardia e aprire con superficialità allegati e consimili.

Anche a cavallo tra Natale e Capodanno hanno spopolato, su WhatsApp e su Facebook, nuovi ma molto pericolosi virus, che sono costati veramente caro a chi non ha avuto l’accortezza o la prontezza di evitarli.

Come ogni anno, del resto, il periodo natalizio invoglia gli utenti ad intensificare l’utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa e in tale senso giunge anche l’allerta per la possibile diffusione di messaggi malevoli contenenti Virus informati creati appositamente da malintenzionati.

L’allerta arriva dalla Polizia delle Comunicazioni che  attraverso la sua pagina Facebook “Una vita da social” raccomanda di fare attenzione quando apriamo la casella di posta e troviamo quelli che sembrano messaggi audio Whatsapp. E che invece non lo sono affatto e possono infettare i nostri amati e oramai onnipresenti dispositivi.

«Non aprite le email, e soprattutto gli allegati, inviati da mittenti il cui nick è Whatsapp ma il cui indirizzo reale, in realtà, risale a soggetti tutt’altro che riconducibili alla nota applicazione. Si tratta di materiale contenente virus informatici”, si legge.

La seconda truffa che si diffonde in questi giorni è ormai un classico di Whatsapp. Si tratta del solito avviso: “Attenzione: la tua versione di WhatsApp scade oggi. Se non aggiorni ora, tutti i tuoi messaggi, contatti, chat ed immagini si cancelleranno”. Vi verrà anche richiesto di inviare il vostro numero, ovviamente è tutto falso! Whatsapp è completamente gratuita e non c’è alcuna iscrizione che scade.

Per proteggersi dai virus che corrono sulla rete e non cadere nelle trappole ben studiate è necessario fare sempre attenzione ai messaggi che riceviamo. Prima di aprire d’istinto qualsiasi allegato o far partire note audio e video, assicuriamoci di conoscere il mittente e che il link/oggetto del messaggio non contenga inviti troppo accattivanti ad aprire l’allegato. (fonte)

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