Safety Check di Facebook, uno strumento utilissimo

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Safety Check è stato usato da oltre 4 milioni di persone per rassicurare amici e parenti dopo gli eventi di Parigi. Era la prima volta che la funzione veniva usata per un evento che non fosse una calamità naturale. Zuckerberg: «Lavoreremo per aiutare tutti quelli che soffrono».

Dopo gli attacchi terroristici di Parigi, Facebook ha attivato la funzione Safety Check per permettere a chi si trova nella capitale francese di far sapere ai suoi amici che è vivo e sta bene. In 24 ore, secondo Business Insider , è stata usata da 4,1 milioni di persone, e 360 milioni di persone hanno ricevuto comunicazioni tramite questa funzione.

Safety Check è uno strumento semplice ma estremamente efficace in caso di emergenza: lanciato ufficialmente, nell’ottobre del 2014, è stato utilizzato per catastrofi naturali come i terremoti in Afghanistan, Cile e Nepal, ma pure il ciclone Pam nel Pacifico meridionale e il tifone Ruby nelle Filippine. Come ricorda in un post Alex Schultz , Vice President of Growth del social network, Safety Check era nato con il terremoto in Giappone del 2011, cui fece seguito uno transumi e l’allarme per le fughe radioattive di Fukushima. In quel caso, ricorda Schultz, “molti usavano già Facebook per dire ad amici e parenti che erano vivi, così abbiamo cercato di renderlo più semplice”.

Ogni volta che è stato attivato, Safety Check è stato migliorato, ma quello dello scorso venerdì è stato un cambiamento radicale nell’uso dello strumento: era infatti la prima volta che veniva impiegato per un evento che non fosse un cataclisma naturale. “deve esserci una prima volta per sperimentare qualcosa di nuovo – prosegue Schultz – anche in momenti complessi e delicati, e per noi questa prima volta è stata Parigi. E tuttavia, insieme a molte lodi, Facebook ha ricevuto anche parecchie critiche: come mai, ci si è chiesti da più parti, non è stato usato il giorno prima per gli attentati che a Beirut hanno ucciso 43 persone?

Un medico libanese, Elie Fares, ha dedicato alla questione un post , dove tra l’altro si legge: “Quando la mia gente è morta, nessuno di è preoccupato di di illuminare monumenti con i colori della nostra bandiera. Anche Facebook non ha pensato ad assicurarsi che i miei connazionali avessero il bollino con cui dichiarano di essere salvi, per quanto possa essere un fatto banale”.

La risposta di Mark Zuckerberg non si è fatta attendere: “Molte persone – ha scritto sul suo profilo – hanno chiesto perché abbiamo attivato Safety Check per Parigi e non per le bombe a Beirut e in altri luoghi. Fino a ieri la nostra regola era che fosse disponibile solo per i disastri naturali. Ci abbiamo pensato bene, e ora abbiamo in mente di attivare Safety Check per altri disastri dovuti all’azione degli esseri umani”. Il Ceo di Facebook conclude così il suo post: “Avete ragione, ci sono molti altri importanti conflitti nel mondo. Ci preoccupiamo allo stesso modo per ogni persona e lavoreremo per aiutare tutti quelli che soffrono in ogni occasione possibile”.

Certo, c’è ancora molto lavoro da fare, come nota ancora Schultz: “Nel caso di disastri naturali, applichiamo alcuni criteri che includono la vastità e l’impatto dell’evento. Quando una crisi è in corso, come una guerra o un’epidemia, Safety Check nelle sua forma attuale non è così utile per la gente, perché non esiste un momento preciso in cui l’evento inizia e si conclude e non è possibile sapere quando qualcuno è davvero al sicuro”.

Intanto, per chi volesse cambiare la foto del profilo Facebook aggiungendo i colori non solo della Francia, ma di ogni Stato del mondo, c’è un sito apposta: basta caricare un’immagine e scegliere la bandiera. Possono essere anche due contemporaneamente. (fonte)

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