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Per essere più visto, mi geolocalizzo a Singapore…

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Avviso a chi vuole accrescere il numero di like e followers su Instagram: per riuscirci adesso basta geolocalizzare i propri post a “Singapore, Singapore”. I primi a rendersi conto di questo nuovo strano trend sono stati alcuni degli Igers più famosi d’America, dalla youtuber Lele Pons al giovane cantante Brandon Rowland. E dopo giorni di silenzio anche Instagram ha confermato il problema alla Bbc: «C’era un errore che influenzava l’engagement relativo ai post geolocalizzati a Singapore, ma è stato risolto».

IN ITALIA

In realtà, l’azienda non ha specificato al sito della televisione inglese come sia stata trovata una soluzione. Secondo il Telegraph , il social avrebbe banalmente impedito a chi non si trova a Singapore di taggare i propri post lì. Ma facendo una prova, da noi questa censura non esiste: le foto, anche se scattate in Italia, possono essere geolocalizzate senza problemi nel Paese asiatico. Se ciò serva davvero a rendere i post virali, è un mistero. Ma fino a qualche giorno fa, negli Stati Uniti erano tutti d’accordo: funziona. «Al 100 per 100», raccontava un anonimo Iger a Mic. È sufficiente taggare i propri post a Singapore per un tempo limitato: 12 ore. Poi la geolocalizzazione può essere rimossa o si può indicare il luogo vero in cui la fotografia è stata scattata.

COME NASCE IL FENOMENO

In questo modo, però, i nostri aggiornamenti finiscono più facilmente nella schermata “Cerca” di Instagram, dove si trovano gli aggiornamenti più popolari. Motivo? Perché a Singapore l’algoritmo che regola il news feed del social funzionerebbe più lentamente, permettendo così ai post di essere più visibili. Tuttavia, Instagram aveva aggiornato il suo algoritmo, rendendolo più rapido, anche a Singapore, già ad aprile. L’errore riscontrato nei giorni scorsi potrebbe essere legato a questo. (fonte)

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