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Amico, ti pago con un bonifico su chat via Facebook

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Amici. O clienti? Che i legami che abbiamo stretto su Facebook non siano sempre e non siano tutti amicizie in senso stretto ce lo suggerisce il buonsenso (e ce lo conferma una sentenza della Cassazione francese diffusa nei giorni scorsi che stabilisce che quelli su Facebook non sono «veri» amici). In un futuro molto prossimo potrebbero diventare altro ancora: fonti o destinatari di scambi monetari. Insomma, clienti in senso ampio. Grazie al sistema di pagamento friend-to-friend, che permette di fare bonifici tramite la chat del social, annunciato qualche anno fa e lanciato negli Usa nel 2015. Ora sta per arrivare in Europa: dopo l’Irlanda, il 31 dicembre il colosso di Mark Zuckerberg ha ottenuto una licenza anche dalla Banca centrale spagnola per poter gestire denaro virtuale tramite la piattaforma, che conta 1,79 miliardi di utenti in tutto il mondo e 21 milioni solo in Spagna. Madrid potrebbe essere la testa di ponte per lo sbarco in Ue del nuovo sistema di pagamento. Con il quale presto o tardi avremo a che fare.

In Italia

In Italia, Facebook arriva a 28 milioni di utenti unici al mese: numero di poco inferiore al totale degli italiani connessi, che raggiunge quota 30 milioni. Messenger, il sistema di messaggistica del social, è la seconda app più utilizzata nel nostro Paese (sorpassata solo da quella di Fb stesso). Sappiamo usarla, insomma, e ci sono buone probabilità che anche i nostri amici, famigliari e conoscenti lo sappiano fare.

Il nuovo sistema

Usare il nuovo sistema di pagamento quindi sarà comodo per tutti. Potremo, per esempio, dire addio agli snervanti gruppi di chat per organizzare le collette: basterà mettersi d’accordo sull’importo e i soldi per i regali comuni si potranno inviare e raccogliere direttamente dalla finestra di discussione. Con il non secondario vantaggio di «smascherare» gli smemorati con pochi screenshot. Potremo sdebitarci in tempo reale con gli amici che anticipano per noi i soldi di cinema, teatro o concerti senza l’imbarazzo di non avere abbastanza contanti nel portafogli. Magari potremo anche pagarlo, lo spettacolo (ma anche la pizza, la birra e l’ombrellone), se il cinema (e la pizzeria, il pub e lo stabilimento balneare) avrà un account Facebook. Potrebbe anche essere rischioso. Il sistema per inviare il denaro è talmente semplice che ci potrebbe riuscire anche un bambino: basta digitare l’icona del dollaro che compare sullo schermo tra le varie opzioni della chat, selezionare l’importo e inviare. Anche un bambino, appunto, ce la farebbe. Come il figlio di tre anni che si impossessa dello smartphone per giocarci: se anziché scattare foto al tappeto finisse per inviare soldi ad amici ignari? E che dire delle mille volte in cui lasciamo il pc aperto, in ufficio o a casa: finora il rischio si limitava a colleghi, partner o famigliari ficcanaso, in futuro una disattenzione del genere potrebbe costarci ben più cara. Senza contare il «nero». Non sarà difficile fare acquisti esentasse, magari rivolgendosi direttamente all’account privato del gestore di un negozio, fingendo si tratti di un banale scambio di denaro tra amici.

Come cambiano i rapporti

Gli amici, appunto. Se Facebook da social diventa sempre più simile ad una banca (pare che PayPal, circuito sul quale gira invece il bottone Compra della piattaforma, sia preoccupata dalla concorrenza interna di Menlo Park), come cambieranno i rapporti reciproci? Fino ad ora, il massimo sforzo che gli amici su Facebook potevano chiederci di fare era sostenerli tramite like, commenti o condivisioni. Uno sforzo tutto sommato minimo: un paio di clic e via, bastavano pochi secondi per togliersi il pensiero e far contento l’amico. In futuro, anziché il like alla pagina fan della sua associazione, l’amico potrebbe chiederci qualche euro per sostenerla. Mettendoci di fronte a una scelta difficile. Non quella di accontentarlo o scontentarlo, ma quella di definire se è davvero un amico del quale fidarsi oppure no — in fondo, quella dell’amicizia su Facebook resta ancora oggi una delle questioni più scivolose del mondo dei social. (fonte)

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