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Uno di questi disturbi può segnalare abuso di internet e tecnologia

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Non soltanto più dipendenza, ma anche disturbi della personalità, ossessioni o comportamenti anomali. Sono i risvolti psicologici dell’abuso di internet e più in generale della tecnologia, che in alcuni casi possono sfociare nella patologia. A livello mondiale, queste problematiche riguardavano, secondo una stima di due anni fa, il 6% della popolazione. Recentemente si sono sviluppate e hanno portato gli esperti a riunirsi per capire quali soluzioni adottare. Esiste anche un test messo a punto da uno psichiatra per capire se si è ormai caduti nella dipendenza da internet.

Ma quest’ultima non comprende tutta una serie di altri disordini mentali che si possono sviluppare quando non si riesce a stare offline. Il data journalist britannico David McCandless ha così provato a classificare alcuni dei disturbi partendo dalla propria esperienza personale, dopo un periodo di intenso lavoro al computer. È così nato il progetto Inter Mental, dove sono elencati e descritti finora 26 diversi disturbi legati all’eccessivo uso di internet, senza però avere alcuna pretesa di carattere scientifico. Ma il suo lavoro non è finito qui perché ha provato anche a suddividerli in categorie, a seconda degli effetti e dei sintomi.

Sotto l’etichetta di effetti cognitivi si trovano ad esempio la paura di essere esclusi dal mondo online, chiamata F.O.M.O (Fearing of missing out), ma anche il wikipedismo, un comportamento che porta alla verifica di notizie o al debunkingutilizzando come metro di giudizio Wikipedia.

Esistono poi i disturbi legati all’identità che portano, nei casi più gravi, anche a riconoscersi nel proprio profilo virtuale e non più in quello reale. E anche l’informazione può trasformarsi in un problema. Si parla di dipendenza quando una persona non riesce a fare a meno di rimanere aggiornata e di raccogliere nuovi stimoli online. Comportamenti che possono poi degenerare nell’esaurimento da schermo, lo screen burn, quando si sorpassa il limite.

Infine ci sono quegli atteggiamenti legati alla necessità o al desiderio impulsivo di controllare lo smartphone. Non solo la ricerca continua di contatti online ma anche il cosiddetto dingeing, che sta per digital bingeing, traducibile come abbuffata digitale. Con questo termine si indica un periodo intenso di uso del proprio smartphone dopo esserne stati lontani anche soltanto un paio di ore.

Ma la lista non è completa, anzi è in continua evoluzione. Lo stesso McCandless invita gli utenti a suggerire nuovi disturbi che a lui sono sfuggiti. Ma non solo. Il giornalista ha infatti lanciato una sorta di sondaggio per capire quante persone si ritrovino in una o più delle situazioni descritte. Difficile che molti non si immedesimino, almeno in parte, in una di queste. (fonte)

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